Ricerca in superficie

Nella Ricerca in Superficie si insegna al cane ad utilizzare le sue capacità olfattive, già in esso molto sviluppate, per uno scopo ben preciso: la ricerca di una persona scomparsa.
I cani sono mammiferi cosiddetti macrosmatici, cioè soggetti in cui la funzione dell’organo olfattivo supera per importanza la funzione visiva.Il nostro compito è quello di preparare il nostro amico a quatto zampe a cercare la persona in modo piacevole e senza traumi. Il tutto deve essere per lui un gioco.

Quando il cane effettua il lavoro di ricerca ha a disposizione due elementi: il CONO D’ODORE e la TRACCIA.
Dobbiamo sapere infatti che il nostro corpo (meglio la nostra cute) è rivestito da uno strato di cellule epiteliali ormai “morte” che vengono perse in quantità variabili a seconda della zona del corpo, della temperatura esterna, dal metabolismo corporeo, ecc. ma comunque in maniera relativamente elevata (migliaia ogni minuto). Le cellule epiteliali, distaccatesi dalla cute, formano una sorta di scia che, insieme ad altri prodotti del nostro metabolismo quali sudore, secrezioni esocrine ed odore, rimane in sospens va a ormare quello che viene definito effluvio. Le cellule epiteliali, distaccatesi dalla cute, formano una sorta di scia che, insieme ad altri prodotti del nostro metabolismo quali sudore, secrezioni esocrine ed odore, rimane in sospensione va a formare quello che viene definito effluvio. Esso prende più comunemente il nome di cono d’odore dalla forma geometrica che più si avvicina alla distribuzione di questo odore in presenza di un esile alito di vento.
Nella traccia invece possiamo distinguere due componenti fondamentali: quello vegetale e quello umano. La componente vegetale è formata da tutti quegli odori originati dal terreno e dall’erba; camminando su un terreno o su un prato infatti turbiamo il loro microequilibrio smovendo il terreno, rompendo i fili d’erba, schiacciando insetti ecc. tutto questo crea odore. La componente umana invece è costituita da quegli stessi odori che formano l’effluvio: cellule epiteliali, sudore, altri prodotti del metabolismo, ecc.

L’addestramento del cane da ricerca in superficie varia a seconda del metodo di ricerca che si intende adottare. Esistono più metodi di Ricerca in Superficie e più precisamente sono: il metodo “tedesco” Most, quello “americano” Whitney e il “Bringsel”.

IL METODO MOST
La ricerca secondo il metodo messo a punto dal tedesco Konrad Most si basa sulle capacità olfattive del cane nel ritrovare una traccia sul terreno o odore umano sulla catastrofe di chiunque esso sia.
La prima fase dell’addestramento si esegue con l’aiuto di una persona (di solito il proprio istruttore), che trattiene il cane mentre saremo noi stessi ad allontanarci a vista dal nostro cane. In questa fase non dobbiamo andare troppo lontano, anzi inviteremo il cane a seguirci. Se si è lavorato precedentemente sull’abbaio sia con il cibo che con la pallina, in fase di allontanamento mostreremo al cane un bocconcino o la pallina in modo che, al momento del ritrovamento, potremo pretendere l’abbaio. E’ molto importante aver lavorato molto su questo meccanismo di domanda-risposta: sarebbe davvero troppo chiedere al cane di effettuare il ritrovamento e di abbaiare se prima non si è lavorato sulle singole fase. In tutta questa prima fase, chi trattiene il cane si limita ad impartire il comando “cerca” nel momento in cui libera il cane tenendosi poi a debita distanza, raggiungendolo solo quando tutta l’operazione di ricerca è completata, abbaio compreso. Progressivamente bisogna aumentare il distacco dal cane, nascondendoci in posti in cui non possa trovarci a vista: spontaneamente userà l’olfatto, annusando la terra e l’aria.
Quando il cane dimostrerà sicurezza in questa fase, si passerà alle prime difficoltà con l’inserimento del figurante in modo cronologico:
· la ricerca avviene prima con il figurante avanti ed il conduttore dietro, perché in questo modo la traccia lasciata dal figurante viene coperta dal conduttore e il cane è più invogliato alla ricerca per il distacco che si è venuto a creare dal proprio conduttore, ma con una distrazione che è la traccia del figurante. I due si posizioneranno in modo tale che il cane trovi il figurante davanti al conduttore e venga premiato dal primo;
· la ricerca prosegue con avanti il conduttore seguito dal figurante, così facendo la traccia del figurante prevale su quella del conduttore. Il cane avrà quindi una distrazione ancora più forte (l’odore del figurante) che dovrà memorizzare nell’intento di ravvicinarsi al proprio conduttore;
· infine si nasconderà il figurante da solo, prima a vista per poi proseguire con lo stesso figurante fuori vista incrementando il tempo di traccia.
In tutte le fasi si deve progredire metodicamente inserendo delle difficoltà e ripetendo più volte le varie prove.

IL METODO WHITNEY
Il metodo americano, Il Whitney, nasce nei primi decenni del 1900 per contrastare le ripetute evasioni dei carcerati dalle colonie penali. Molto spesso infatti i cani impiegati in queste ricerche se incontravano un odore più forte, appartenente ad un’altra persona, abbandonavano la traccia della persona ricercata per seguire l’ultimo individuo. Lo statunitense Whitney pensò quindi di basare l’addestramento dei cani su una specifica traccia: l’odore del fuggiasco. Questo veniva percepito dal cane attraverso gli indumenti o le lenzuola sulle quali il ricercato aveva dormito.
Ai cani addestrati secondo questo metodo si richiede quindi la capacità di selezionare l’odore comunicatogli dal conduttore, che gli fa annusare un indumento appartenente al disperso, di riconoscerlo sul terreno e di seguirlo fino alla fonte.
La prima fase di questo tipo di addestramento inizia dopo che il conduttore ha ottenuto un buon abbaio dal proprio cane.
La prima volta si porta il conduttore e il cane in un bosco con alberi non troppo fitti. Il conduttore, precedentemente istruito, avrà portato con se un proprio indumento (per es. una maglietta intima). Sarà infatti lo stesso conduttore ad allontanarsi in linea retta, non velocemente, facendo cadere il suo indumento dopo aver percorso 5-6 passi e nascondendosi a vista del cane.
Appena il conduttore si sarà nascosto, l’istruttore si porterà insieme al cane nel punto dove è stato posato l’indumento facendoglielo annusare. A questo punto lascerà andare il cane verso il conduttore dando il comando “cerca” e curando l’uso del guinzaglio, al fine di non farlo intersecare con alberi e cespugli. Se il cane non dovesse percorrere la pista giusta, sarà l’istruttore a guidarlo verso il luogo dove è nascosto il conduttore. Al momento del ritrovamento il conduttore pretenderà l’abbaio dal cane che verrà prontamente premiato con il cibo o con il gioco.
Nella seconda fase dell’addestramento, il conduttore percorsi pochi metri a vista del cane dovrà uscire dal suo campo visivo e nascondersi. In questo modo il cane sarà costretto ad usare il naso per ritrovare il suo conduttore. Se il cane è in difficoltà sarà l’istruttore che, conoscendo il tracciato della pista, lo guiderà tramite il guinzaglio sul luogo del ritrovamento.
La terza fase inizierà solo dopo che il cane ha dimostrato di ritrovare alla perfezione il proprio conduttore. In questa fase verrà tolto il guinzaglio e si passerà alla ricerca prima di un solo figurante per poi passare a due, a tre o a più persone. Il cane dovrà imparare a discriminare due o più odori ed è per questo che in questa fase si curerà in modo particolare l’annusare dell’indumento.
Man mano che il cane acquisisce padronanza nella ricerca, il tempo tra il tracciamento della pista e la partenza del cane verrà allungato.
Si possono inserire ulteriori difficoltà come la partenza su un terreno dove non c’è nessuna traccia del disperso.

IL METODO BRINGSEL
Il metodo “Bringsel” nasce in occasione della guerra del 15-18 quando i cani venivano utilizzati dai militari per ritrovare i feriti. Durante la guerra, il cane non poteva abbaiare per non attirare il nemico quindi fu necessario escogitare un sistema di segnalazione silenzioso, ma ugualmente efficace. A questo punto fu insegnato al cane a prendere un oggetto, il Bringsel: un riportelo lungo 10 cm circa, in cuoio, assicurato al collare del cane. Si insegnò al cane a prenderlo in bocca nel momento del ritrovamento e a ritornare dal conduttore, trattenendo il Bringsel tra i denti. Il cane, in un secondo tempo, portava il conduttore sul luogo del ritrovamento. L’addestramento avviene principalmente in due fasi. Nella prima fase al cane viene insegnato il comando “cerca” e deve dimostrare, prima con ricerche corte e ripetute e poi con ricerche sempre più difficili, di aver capito il comando.
Nella seconda fase viene introdotto il Bringsel. All’inizio dell’addestramento il figurante farà delle ricerche corte tenendo lui stesso il Bringsel in mano; nel momento del ritrovamento non elogerà il cane, come in passato, ma metterà il Bringsel nella sua bocca rinviandolo verso il proprio conduttore. Una volta che il cane riporta il Bringsel al conduttore questi lo prende e ridarà il comando “cerca”. Solo quando il cane riconduce il proprio conduttore nel luogo del ritrovamento verrà premiato dal figurante con il cibo o con il gioco preferito dall’animale. Bisogna assicurarsi di elogiare e far giocare il cane per un tempo non inferiore ai 2-4 minuti.
Nelle fasi successive dell’addestramento, il Bringsel non verrà tenuto dalla persona persa, ma fissato al collare del cane. Una volta trovato il figurante, il cane prenderà con la bocca il Bringsel appeso al suo collare che segnalerà il ritrovamento effettuato.
I cani addestrati con questo metodo devono segnalare solo le persone supine o accovacciate a terra, ignorando le persone in movimento.
Si sono verificati casi in cui cani particolarmente smaliziati per ricevere il premio dal proprio conduttore prendono in bocca il Bringsel senza aver effettuato nessun ritrovamento. Per questo motivo è molto importante non usare il Bringsel come giocattolo per il cane.